Novità per gli aspiranti ATA sulla Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale

Nonostante la notizia di un possibile slittamento si faccia sempre più insistente in rete, rimane un dato da non sottovalutare, che nei prossimi mesi è atteso l’aggiornamento triennale delle graduatorie del personale ATA.

 Il CCNL 2019/21 (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) firmato in data 18 gennaio 2024, ha previsto un nuovo sistema di classificazione del personale ATA ed ha modificato i requisiti di accesso ai vari profili professionali.

Per entrare a far parte del personale scolastico (a parte i Collaboratori scolastici), oltre al titolo di studio richiesto, è necessario ottenere la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale.

Attenzione: distinguiamo due aspetti:
1. Requisito d’accesso: la Certificazione è obbligatoria per tutti i profili, tranne per il Collaboratore scolastico. Deve essere accreditata da ACCREDIA e possedere caratteristiche specifiche.

2.Titoli valutabili: le tabelle di valutazione, fino ad ora vigenti, includono diverse certificazioni informatiche (es: ICDL, EIPASS, PEKIT, Microsoft, EUCIP, IC3, MOUS, EIRSAF, IIQ 7, IDCERT). A seconda del livello e del profilo professionale, il punteggio varia da 0,25 a 0,60.

In parole semplici:
Per candidarsi (tranne come Collaboratore scolastico): serve la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (con determinate caratteristiche).

Pertanto potrà accadere che alcune certificazioni presenti in circolazione, pur essendo “valide” come titoli valutabili (in termini di punteggio), non abbiano però i requisiti richiesti affinché si possa parlare di certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale”.

A far data dal 18 Gennaio 2024, quindi, QUALI CERTIFICAZIONI SARANNO VALIDE?
Il testo del CCNL fa riferimento genericamente a una “certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale“, senza specificarne però le caratteristiche.

Pertanto, così come dichiarato  nel testo sottoscritto ARAN, (dichiarazione congiunta n. 5 disponibile a pagina 77) la certificazione richiesta dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • Deve essere rilasciata da un ente accreditatopresso l’ente di accreditamento nazionale (Accredia).
  • La certificazione stessa deve essere registratapresso l’ente di accreditamento nazionale (Accredia).
  • Deve essere conforme ai framework europei (eCF e DigComp).
  • Deve essere in corso di validità (non scaduta).
  • Deve attestare il superamento di un test finale riguardante le competenze informatiche tra cui conoscenza dei sistemi operativi, di word processor, di fogli elettronici, di gestione della posta elettronica.

 Si potrà dedurre che:
Affinché le certificazioni siano valide, non basta che siano rilasciate da un ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Ciò che rileva unicamente è l’accreditamento da parte di Accredia (ente di accreditamento nazionale).

Molte delle certificazioni presenti attualmente in circolazione, pur essendo riconosciute dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, non risultano accreditate da ACCREDIA.

  • La certificazione stessa, oltre ad essere rilasciata da un ente accreditato presso l’ente nazionale di accreditamento, deve essere registrata presso il medesimo ente di accreditamento (infatti, l’ente certificatore potrebbe essere accreditato presso ACCREDIA, ma per una certificazione diversa). 

Pertanto l’aggiornamento delle graduatorie ATA è previsto per la prossima primavera, ma c’è un problema: i nuovi requisiti potrebbero essere difficili da soddisfare per molti aspiranti.

Cosa significa?
Per chi si candida per la prima volta: ottenere la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale in tempo potrebbe essere complicato.

  • Per chi è già inserito nelle graduatorie ma non ha mai lavorato: anche in questo caso, la scadenza ravvicinata potrebbe creare difficoltà.

Per questo motivo potrebbe essere auspicabile :
Consentire agli aspiranti di ottenere la certificazione entro un anno: in questo modo, le persone che si candidano per la prima volta o che non hanno mai lavorato avrebbero le stesse opportunità di chi è già inserito nelle graduatorie.

 

Fonte: Mondo Istruzione